Intervista a Gianfranco Liverani, presidente degli arbitri

image_pdfimage_print

LA RICETTA DI LIVERANI: INCONTRI SETTIMANALI E RIPASSI SUL REGOLAMENTO

 

Gianfranco Liverani, originario di Faenza ma ormai parmigiano d’adozione, è la persona più indicata per inquadrare lo stato attuale degli arbitri all’interno dell’Aics: dopo i ben trentaquattro anni in Figc, dal 2003 è divenuto delegato tecnico dell’Aics prima di succedere nello scorso febbraio a Davide Buraldi in qualità di presidente degli arbitri.

<Abbiamo un gruppo di 24 arbitri e cinque commissari che escono il sabato e durante la settimana, di loro mi posso ritenere pienamente soddisfatto. Ci incontriamo un’oretta tutti i venerdì sera in sede, dove discutiamo gli avvenimenti della settimana dalle designazioni sbagliate agli eventuali piccoli errori commessi per arrivare al regolamento di calcio a 5, 7 e 11>.

Proprio su quest’ultimo aspetto si può ancora migliorare.

<Il regolamento viene modificato in continuazione di anno in anno, in particolar modo negli amatori manca il tempo materiale di poterlo discutere, rivedere. A mio parere andrebbe sicuramente semplificato ai nostri livelli>.

Il vero problema di fondo, però, risiede nella società in generale.

<Purtroppo nei nostri campionati, dalla serie A alla Terza Categoria fino agli amatori, manca totalmente la cultura sportiva. L’anno scorso ho avuto l’opportunità di volare a Manchester ed assistere ad alcuni incontri di calcio, devo ammettere che gli inglesi hanno una cultura diversa e gli arbitri escono dal campo in mezzo al pubblico senza che nessuno si permetta di criticarli. Da noi anche in una partita di bambini vediamo subito che nasce una diatriba tra i vari dirigenti, genitori>.

Con l’arbitro sempre e comunque nel mirino.

<Dovrebbero andare in campo per divertirsi e non diventare il capro espiatorio di qualsiasi partita persa da questa o quella squadra. Non possono incolparci in ogni circostanza, gli sbagli per un essere umano ci stanno ma l’importante è farlo capire alle società attraverso il dialogo, un confronto diretto, amichevole>.

Il rischio è di allontanare coloro che intendono avvicinarsi alla professione.

<Può essere una questione di motivazioni perché chi esce dalla Federazione non ha più gli stimoli giusti per passare ad un altro ente. Cerchiamo di coinvolgere il più possibile persone mature, di una certa età che, frequentandosi almeno una volta a settimana, si scoprono amici fuori dal rettangolo di gioco però è difficile il reclutamento al giorno d’oggi. Qua lo si fa solo per passione, quei ragazzi, che alla seconda o terza partita si sentono urlare di tutto dal pubblico, tendono in maniera naturale a tirarsi indietro>.

Si punterà a rafforzare il legame con lo staff operativo dell’Aics.

<Alle riunioni del venerdì partecipano spesso il presidente Lazzara ed il coordinatore del settore calcio Scimò, col quale manteniamo aperti i contatti come dimostra la recente modifica al regolamento: grazie alla nuova delibera delle società dalla stagione in corso un giocatore può fare l’assistente e viceversa>.